In generale, un consorzio di bonifica è un ente pubblico che assolve due compiti fondamentali:

Apici

  • programmare e coordinare interventi e opere atte a bonificare il territorio di competenza;
  • coordinare e sorvegliare l’attività dei propri utenti.

 

 

 

 

OpereLe opere che un consorzio realizza per bonificare un territorio, sono molteplici e diversificate: si va dalla gestione delle acque destinate all’irrigazione delle piantagioni alla realizzazione di opere atte a garantire la sicurezza idraulica del territorio includendo opere che rivestono ruoli importanti per la tutela del patrimonio agricolo, ambientale e urbanistico.

 

 

 

 

Un consorzio è un ente amministrato dai suoi consorziati, vale a dire i proprietari degli immobili (terreni, abitazioni e/o fabbricati in genere) compresi nella zona di competenza dell'ente stesso.

I consorziati, come sancito per legge, devono contribuire alle opere del consorzio tramite tributi regolati da leggi e regolamenti nazionali/locali.

Poiché un consorzio è un ente spesso costituito da migliaia consorziati, questi eleggono i rappresentanti di un consiglio di amministrazione che a loro volta eleggono un presidente.

 

I consorzi di bonifica erano già previsti nel regio1 decreto n. 368 dell’8 maggio 1904 che riguardava l’approvazione del regolamento sulle bonificazioni delle paludi e dei terreni paludosi.

Successivamente, il regio decreto n. 215 del 13 febbraio 1933, che reca le nuove norme per la bonifica integrale e approva il testo unico, ha disposto la costituzione obbligatoria dei consorzi di bonifica a richiesta dei proprietari della maggior parte del territorio.

 

L’Art. 1 del testo unico sulla bonifica integrale dispone quanto segue:

“Alla bonifica integrale si provvede per scopi di pubblico interesse, mediante opere di bonifica e di miglioramento fondiario.

Le opere di bonifica sono quelle che si compiono in base ad un piano generale di lavori e di attività coordinate, con rilevanti vantaggi igienici, demografici, economici o sociali, in Comprensori in cui cadano laghi, stagni, paludi e terre paludose, o costituiti da terreni montani dissestati nei riguardi idrogeologici e forestali, ovvero da terreni, estensivamente utilizzati per gravi cause d'ordine fisico e sociale, e suscettibili, rimosse queste, di una radicale trasformazione dell'ordinamento produttivo.

Le opere di miglioramento fondiario sono quelle che si compiono a vantaggio di uno o più fondi, indipendentemente da un piano generale di bonifica.”

 

1 Il regio decreto legge era un atto normativo avente forza di legge ordinaria adottato dal consiglio dei ministri e promulgato dal Re durante il Regno d'Italia.